Alcuni dati sul passaggio generazionale in Italia
I dati sul passaggio generazionale nelle imprese italiane sono preoccupanti, lo sappiamo da tempo. Il Sole 24 Ore ci ricorda che solo un terzo delle aziende in Italia supera questo ostacolo.
Fermiamoci un attimo a pensare: è veramente un ostacolo così difficile da superare e, soprattutto, quali sono le ragioni? Sicuramente è un tema caldo per il nostro Paese, dato che circa 80.000 imprenditori italiani sono coinvolti ogni anno in questo sforzo (dati @Unindustria 2024).
I dati di realtà non possono essere ignorati: indubbiamente il passaggio generazionale in azienda è una delle sfide più delicate che un imprenditore possa affrontare.
Potremmo pensare: ma come, gli imprenditori sanno bene cosa sono l’organizzazione, la lungimiranza, il rischio e la sfida. Ma sul
passaggio generazionale capita che qualcosa si blocchi. L’impresa sembra non poter avere gambe senza il fondatore, nessuno o pochi sembrano in grado di mandarla avanti, il mercato contribuisce a creare una percezione di impossibilità e, quando si arriva agli sgoccioli senza nulla di pianificato, si devono fare scelte drastiche e abbandonare l’idea di un passaggio di testimone in famiglia.
Spesso, il passaggio da una generazione all'altra non avviene in modo strutturato, generando instabilità e rischiando di compromettere la continuità aziendale. Tra i
problemi del passaggio generazionale, il
tempo è la prima variabile da tenere in considerazione, oltre alla
mancanza di ruoli chiari, la
gestione di eventuali conflitti interni e le
difficoltà nella delega.
Sicuramente il primo problema sono i tempi: come per il processo di delega, che va costruito e strutturato in un tempo congruo, anche per il passaggio generazionale serve tempo. Un tempo che spesso non vogliamo darci: è troppo presto dato che ci sentiamo ancora giovani e in forze, siamo troppo impegnati, insomma c’è spesso qualche altra priorità a cui dare attenzione.
@Stephen Covey in uno splendido passaggio di una delle sue famose lezioni sulla gestione del tempo, disse “Vi è mai capitato di avere così tanta fretta di arrivare in un posto da dimenticarvi di fare benzina?”. Ecco, a volte nei passaggi generazionali succede questo.
Quindi, per permettere alle persone di essere preparate e in grado di gestire un’impresa, occorre tempo. E occorre tempo per decidere, per comunicare le decisioni prese, per aiutare le persone a superare incomprensioni e livori che a volte minano da anni la fiducia reciproca.
Preparare un passaggio generazionale non significa sentirsi vecchi e messi da parte, significa dissodare il terreno per i propri figli finché ne abbiamo le forze e le capacità.
Un testimone non si butta, si passa. Ad oggi, nelle imprese italiane spesso lo si butta e, per fortuna o per caso, l’altro o gli altri riescono a prenderlo.
Il secondo problema è il senso di identificazione che a volte si viene a creare tra l’imprenditore e la sua creatura: certo, i figli sono uno splendido dono dell’universo, ma l’azienda è un’identità cresciuta a immagine e somiglianza di chi l’ha creata, ed è difficile pensare di “lasciarla” ad altri, in un mondo che non è più quello che si conosceva, le velocità sono moltiplicate, così come i rischi.
Quando il
passaggio generazionale non è gestito per tempo, si possono creare delle sovrapposizioni di ruolo, che causano o alimentano i conflitti. Inoltre, in una situazione simile le decisioni vengono prese in tempi lenti e con grande fatica. La sensazione è quella di sentirsi bloccati e non riuscire ad uscire dall’impasse.
Uno dei principali
problemi del passaggio generazionale riguarda la difficoltà di allineare visioni e obiettivi tra generazioni diverse. Spesso, il fondatore ha una mentalità consolidata, mentre la nuova generazione punta all'innovazione. Senza una governance chiara, il rischio è un’azienda divisa, in cui le decisioni vengono rallentate o bloccate dai conflitti interni.
Un’altra grande sfida nel
ricambio generazionale è la resistenza del fondatore a lasciare spazio ai successori. Il forte legame emotivo con l'azienda rende complesso il processo di transizione. La difficoltà nel dare fiducia alle nuove generazioni può portare a una gestione accentrata, ostacolando l’evoluzione dell’impresa.
La mancanza di una strategia chiara può compromettere anni di lavoro e sacrifici. Secondo i dati, oltre il 60% delle imprese familiari non supera il primo passaggio generazionale, mentre solo il 15% arriva alla terza generazione.
Nel passaggio generazionale è di fondamentale importanza la pianificazione strategica.
Il futuro della tua azienda è a rischio?
Ti sei mai chiesto cosa accadrà alla tua impresa quando sarà il momento di passare il testimone? Se il passaggio generazionale non viene pianificato con attenzione, si rischia di mettere in pericolo il futuro dell’azienda.
La buona notizia è che non sei solo in questo processo. Con la giusta guida, il passaggio generazionale può diventare un’opportunità di crescita e innovazione.
Non aspettare l’ultimo momento. Scopri come gestire il passaggio generazionale in modo efficace, garantendo la stabilità e la crescita della tua impresa.
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Emanuela Spaggiari
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